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Ossigenoterapia: terapia multifase

Ossigenoterapia secondo il Prof. v. Ardenne

L'ossigenoterapia multifase è un metodo sviluppato dal Prof. Manfred von Ardenne. L'obiettivo consiste nell'aumentare la saturazione di ossigeno nei tessuti. Ma per farlo non basta inalarlo, poiché l'emoglobina, come vettore dell'ossigeno ha un limite naturale di saturazione, per cui, una volta raggiunto, non viene trasportato più ossigeno ai tessuti. L'impiego di ossigeno ionizzato riesce ad aggirare questa barriera, trasportando l'ossigeno "con un cortocircuito" direttamente alla cellula. Utilizziamo questo trattamento soprattutto per gravi problemi circolatori, come riduzione dell'udito, acufene o disturbi dell'equilibrio. Questo metodo è stato sperimentato anche nelle sindromi generali di immunodeficienza, anche se in questi casi, si consiglia spesso un'associazione con l'autoemoterapia.

Storia dell'ossigenoterapia

Il ruolo fondamentale dell'ossigeno quale di fornitore di energia alle cellule, era già noto nel 18° secolo, ma a causa dell'arretratezza tecnologica non era possibile utilizzarlo a scopo terapeutico. All'inizio del 20° secolo, sono state impiegate negli ospedali e negli ambulatori inalazioni di ossigeno per il trattamento di patologie polmonari acute o croniche. Lo sviluppo convulso dell'anestesia e della terapia intensiva dopo la II Guerra mondiale, non solo ha portato a compiere numerose scoperte scientifiche sull'interazine fra ossigeno, rigenerazione cellulare e circolazione, ma anche all'uso dell'ossigenoterapia nella medicina ambulatoriale. In particolare, è stato il fisico Prof. Manfred von Ardenne che è riuscito negli anni '80 del 20° secolo a documentare gli effetti positivi dell'ossigenoterapia e dell'ossigenoterapia multifase in numerose pubblicazioni.

L'importanza dell'ossigeno per le cellule

La struttura e la funzione cellulare dipende direttamente dall'energia riesce a catturare l'ossigeno. La mancanza di ossigeno genera quindi inevitabilmente una riduzione della funzione cellulare, evolvendosi fino alla morte cellulare. Il danno che deriva a carico dell'organo, dipende fra l'altro dalla sensibilità dell'organo all'assenza di ossigeno. Il cervello è l'organo più sensibile del nostro corpo. L'assenza di ossigeno può essere causata da variazioni patologiche nei diversi punti del lungo canale di trasporto dai polmoni alla cellula, ad esempio, variazioni del tessuto epatico, delle pareti dei vasi, della costituzione dei vasi, del legame dell'ossigeno all'emoglobina o del rilascio di ossigeno nei tessuti.

Principio terapeutico dell'ossigenoterapia multifase secondo v. Ardenne

Lo scopo dell'ossigenoterapia consiste nell'aumentare la pressione parziale dell'ossigeno nelle arterie riducendola invece nelle vene. In questo modo, è possibile contrastare l'assenza acuta o cronica di ossigeno, che altrimenti può comportare innanzitutto l'ingrossamento eccessivo delle cellule, il restringimento dei vasi sanguigni, in particolare nella zona dei capillari e infine, la morte cellulare. L'esecuzione dell'ossigenoterapia multifase avviene in tre stadi successivi:

  1. Somministrazione di vitamine e minerali per migliorare l'utilizzo dell'ossigeno da parte della cellula e il legame dei radicali liberi.
  2. Inalazione di una miscela di ossigeno almeno al 92% priva di azoto, con un flusso di 5 - 30 l/min.
  3. Miglioramento della circolazione attraverso l'aumento del volume cardiaco al minuto, mediante un leggero carico fisico e mentale.

Occorrono da un minimo di 10 fino a un massimo di 18 sedute per riuscire a ottenere un effetto duraturo nelle malattie croniche. In quelle acute, come la riduzione dell'udito, è possibile ottenere l'effetto desiderato anche con un numero inferiore di inalazioni.

Applicazione terapeutica in otorinolaringoiatria:

  • Riduzione dell'udito/acufene
  • Disturbi dell'equilibrio acuti e cronici
  • Disturbi di circolazione generali
  • Difficoltà di concentrazione
  • Emicrania
  • Perdita acuta dell'olfatto.

Altre applicazioni in terapia intensiva o in neurologia:

  • Cardiopatia coronarica
  • Aritmie cardiache
  • Ipertonia
  • Ipotonia
  • Ulcus cruris
  • Ulcera da diabete mellito
  • Condizioni cliniche post apoplessia
  • Asma bronchiale
  • Epatite
  • Patologie croniche
  • Sclerosi multipla

Link esterno all'argomento dell'acufene/riduzione dell'udito:


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